Internet e le fake news

Occhio alla pronuncia o vi scambiano per pervertiti!

by SimoneDF
Mappa dell'Europa del 2023 con classifica da 1 a 41 dei paesi più virtuosi nella lotta alle fake news

”Papà, aspetta un attimo, fammi sentire che fanno in Ucraina e laggiù…come si chiama? Israele? Poi hai visto che è successo con quel temporale?” 
“Si ma…non te sta a fa’ troppe paturnie mentali. Ti ripeto che 1) meglio che ‘ste cose non le vedi o, se le vedi, col contagocce e con papà e mamma che ti spiegano un po’ quello che vogliono dire e 2) non devi credere a tutto quello che leggi o vedi”

”O mamma mia! Non si può fare niente…”

”Fidateve de mamma e de papà, te e quell’altro soldo di cacio.”

Più passa il tempo e più mi domando se come genitore faccio bene a tamponare nel modo che ritengo più opportuno  l’invasione tecnologica in casa nostra. Forse perché mi piace, sì, ma la temo, ‘sta benedetta tecnologia.

Mi sono già espresso ma mi ripeto: la cosa più difficile per un genitore moderno è quello di aiutare i propri figli a sviluppare un senso critico di fronte a notizie, situazioni descritte su social e compagnia bella. 

Ormai è diventata la missione mia e di Annurchetta.

La cosa più ovvia è la via del “non ti faccio avere niente di tecnologico fino a 40 anni”, ma è una battaglia persa in partenza. Uno che è nato nell’era High-Tech e che a 5 anni già sa fare cose che tu hai impiegato 10 anni a imparare non può essere allontanato dal suo mondo per troppo tempo. 

È logico che a scuola fa i paragoni con i suoi amichetti e ti viene a dire “però lui ha questo, quello e quell’altro e io non ho NIENTE” (che poi non è vero).

Il problema è che questi oggetti possono offrire contatti con il mondo esterno attraverso portali, canali social etc etc.. che se non controllati, possono instillare nella giovane e manipolabile mente dei nostri figli concetti sbagliati. Potrebbero addirittura lasciare dei segni che si porteranno dietro chissà per quanto tempo.

Una realtà raccontata e “filtrata” dai genitori (non sono il tipo a cui piace nascondere le cose ai figli, meglio che le sappiano da me piuttosto che da altri) è la soluzione migliore. 

Ecco quindi che torno alla mia missione: aiutare i miei figli a sviluppare un senso critico nei confronti delle innumerevoli notizie che sentiamo e vediamo ogni giorno. 

Mi sono fatto un giro sul web, ho cercato qua e là per capire da dove cominciare. Per fortuna ci sono siti che fanno della lotta alle fake news il loro cavallo di battaglia. Ho scoperto, grazie a questi siti, tante cose interessanti.

Perché girano così tanto le fake news?

Ci sono parecchi motivi sul perché vanno così tanto di moda le fake news, soprattutto quelle su catastrofi, cronaca nera, guerre. A noi ce piace il sensazionalismo!

L’idea che mi sono fatto è che l’uomo ama ‘ste cacate, ci sguazza dentro come un porcello nel fango. Altrimenti perché uno dovrebbe rallentare in macchina per guardare un incidente in autostrada (sto generalizzando)?

Secondo voi, una notizia di un tizio che salva il gattino dall’albero ha la stessa risonanza di uno che ha squartato il vicino per un parcheggio e poi ha fatto il barbecue con le sue frattaglie? Non regge il confronto…

Comunque, la verità è che molto spesso queste notizie servono soprattutto per mettere in cattiva luce persone che non la pensano come te (motivi politici, religiosi etc..) o fare molti soldi. 

Più il titolo è sensazionalistico e incredibile, più uno è attratto e curioso.

Premetto che grazie ai miei figli mi sto documentando un po’ sul tema e mi rendo conto che sono davvero un pivello. Per capire meglio come affrontare il problema vi consiglio questo articolo trovato nel 2020 che mi è particolarmente piaciuto.

Cosa fanno gli altri paesi europei?

Il problema è di sicuro importante e le nazioni europee stanno prendendo provvedimenti soprattutto perché ad oggi un’altra crescente preoccupazione si può accostare alle fake news è l’intelligenza artificiale, per gli amici AI. No, non “AO!”, quella è una cosa romana che può essere accostata a parecchie cose.

Torniamo a noi e agli altri. Ho studiato e curiosato un po’ in merito al tema e, come mi immaginavo, il punto di partenza per il riconoscimento delle fake news parte dalla scuola. Sono sincero, ho provato anche a chiedere a CHATGPT qualche informazione per avere un ventaglio d’informazioni più ampio, ma sempre da verificare, ovvio!

Partiamo dalla

Finlandia: il paese europeo al primo posto nella lotta alle fake news.

La Finlandia ha inserito l’alfabetizzazione mediatica come parte del suo curriculum di educazione civica per educare gli studenti su come valutare con spirito le fonti di informazione e riconoscere le fake news. Si comincia già dalle elementari, per poi passare a vere e proprie materie a sé stanti nelle scuole medie, compreso il pensiero critico.

Inoltre gli insegnanti spiegano come le altre materie tradizionali possano essere usate per la generazione di fake news. La matematica e la statistica, per esempio, possono essere usate per dare informazioni fuorvianti in base a quello che si vuole trasmettere.

A tal proposito vi consiglio (di nuovo) di leggervi “Factfulness” di Hans Rosling, un testo davvero meraviglioso che apre gli occhi e andrebbe utilizzato a scuola.

Non solo matematica e statistica, però: le immagini possono essere manipolate e dare informazioni sbagliate, una buona padronanza della lingua può manipolare, convincere. Un bel beeeep di casino, insomma (scusate la censura).

Attraverso questi strumenti si affina la sensibilità all’informazione, e per gli studenti è più facile capire quando si è di fronte a una misinformazione, dovuta a errori, imperfezioni o fretta  e che può essere corretta con facilità, o a una disinformazione, che è invece un risultato voluto e studiato a tavolino per manipolare la realtà e i fatti.

E gli altri paesi europei che fanno?

Cito l’Inghilterra, ma in generale tutti i paesi europei si stanno muovendo per combattere questa brutta faccenda delle fake news

A partire dal 2018 è stato creato il “Digital Charter”, un documento in cui si stabilisce una serie di principi e obiettivi per garantire che il Regno Unito abbia un ambiente digitale sicuro e affidabile. In esso si affrontano anche i problemi delle false informazioni online.

C’è un’agenzia indipendente del governo britannico, l’OFCOM (OFfice of COMmunication) che svolge un ruolo importante nella promozione di una comunicazione accurata e responsabile. L’agenzia lavora per garantire che le emittenti televisive e radiofoniche rispettino rigorose norme di obiettività, accuratezza e imparzialità nelle loro trasmissioni.  Inoltre, esegue un monitoraggio della diffusione di notizie false e manipolate attraverso i diversi canali di comunicazione.

A livello scolastico, invece, sono state prese diverse iniziative:

  • Inclusione dell’educazione media nel curriculum nazionale: questo aiuta gli studenti a sviluppare competenze critiche per analizzare e valutare le fonti di informazione, riconoscere le notizie false e comprendere le tattiche di manipolazione mediatica;

  • Alfabetizzazione mediatica: destinata a studenti di diverse età, questa aiuta  a valutare in maniera critica le notizie, cercare le fonti (migliora, quindi, la capacità di ricerca) e ad affrontare le disinformazione online;

  • Collaborazione con organizzazioni esterne, per aiutare nel migliore dei modi il riconoscimento di notizie cinofalliche (e fatemela di’, ogni tanto, una Simonata!);

  • Le scuole organizzano incontri e workshop per i genitori per fornire loro strumenti e conoscenze sull’educazione mediatica. Questo li aiuta a sostenere l’apprendimento dei propri figli e a essere consapevoli delle sfide associate alle fake news

  • Fact-checking e verifica delle notizie: Sono state sviluppate diverse organizzazioni e piattaforme di fact-checking per verificare l’accuratezza delle notizie e smentire le informazioni false. 

E mo’ tocca all’Italia….

Data la mia “ignoranzità”, soprattutto per il mio bel paese, mi sono messo sotto a studiare e ho scoperto che anche in Italia ci sono state iniziative, tra cui:

  • Fast Checking: anche da noi ci sono organizzazioni e piattaforme che verificano l’accuratezza delle notizie e smentiscono le notizie false. Facta, per esempio, oppure Open.online, che ha una sezione dedicata proprio al fast checking.

  • Altra cosa che non sapevo: nel 2018 è stata approvata una legge per contrastare la disinformazione online. Questa legge introduce misure come l’obbligo per i provider di servizi di hosting di sospendere i contenuti diffamatori, l’obbligo per le piattaforme di social media di segnalare e rimuovere contenuti fake o manipolati e la possibilità di multare i responsabili della diffusione di notizie false. Me cojons, aggiungerei!

  • Educazione media a scuola: L’educazione media è stata integrata nel curriculum scolastico italiano. Purtroppo ci vorrà del tempo per capire in che misura sono stati introdotti, perché purtroppo su queste cose noi ci muoviamo spesso in ritardo.

    Sono fiducioso…anzi, se può interessare, c’è una iniziativa di cui sono a conoscenza molto simpatica. Si chiama “Social4School“, il cui scopo, cito testualmente, “è sensibilizzare i bambini e i ragazzi all’importanza del rispetto della privacy mostrando come ogni singola azione, anche piccola, rischia di avere una diffusione inaspettata nel Web.”  Bello! Complimenti davvero.
  • Le organizzazioni della società civile, i media e le istituzioni promuovono iniziative e campagne di sensibilizzazione per educare il pubblico sulle fake news, incoraggiando l’uso consapevole dei media e la verifica delle fonti. Qualche pubblicità l’ho vista, in effetti.

Conclusioni

Sono arrivato alla conclusione di questo articolo che mi sono trascinato per un paio di anni almeno. Mi scuso se ho postato un solo articolo lo scorso anno, ma è perché ho vinto 5 milioni di euro e ho girato per il mondo con il mio nuovo camper della Ferrari insieme alla mia famiglia! Ammazza che fake news che me so’ inventato…

Scherzi a parte, spero che le iniziative per combattere le fake news migliorino e aiutino a creare uno spirito critico utile a non farsi fregare. La vedo dura, ma solo il tempo ci aiuterà a capire se è stato fatto abbastanza. 

Voi che ne dite?

P.S: l’immagine del post è  la classifica dei paesi europei più virtuosi nella lotta alle fake news…noi siamo al 24mo posto…ho detto tutto!

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