Terribili due: si salvi chi può?

by SimoneDF
terribili due

“…stai fermo sennò cadi e ti fai male! Non lo capisci che se mi cadi dalle braccia te fai male?”

Nooooooooooooooooooooooooooooooo….”

“Aho, me pari ‘a croce verde…”

Terribili due: questa parola è davvero terribile, se pronunciata di fronte a dei neogenitori. Eppure questa è una fase che prima o poi passano tutte le persone che hanno dei pargoletti. Una montagna da scalare è una passeggiata di salute, in confronto. 

È bene fin da subito che vi mettiate il cuore in pace: questa spada di Damocle arriva come una randellata sui denti (e sono stato buono…) mentre tu stai andando in bicicletta senza sella, per di più bendato in piena notte. Non so se ho reso l’idea. Il mio obiettivo però, non è quello di farvi rientrare l’organo genitale maschile come l’artiglio di un gatto  o dare una ricucita al suo corrispettivo femminile. Non era mia intenzione, altrimenti non avrei mai dichiarato amore incondizionato per i miei due figli.

No. Quello che voglio fare in questo post è condividere la mia disper…ehm, esperienza, con tutti voi.

Vi ricordate il periodo dei “pucci pucci, di di, da da, che bello che sei, gu gu gu gu” e tutto quello che ci volete mettere dentro? Bene, scordatevelo e lasciatelo nell’archivio dei bei ricordi. 

Belli quei tempi eh? Te ricordi? Dormivi, riuscivi quasi a fa’ una vita da cristiano normale…

Per quanto riguarda Paraventolo, il capostipite nonché ancora capo supremo della cameretta, è stata una doccia gelata, quella he ci ha investito. Tu lo vedevi così bello, cicciottello al punto giusto, ancora con i polsi con l’attacco a palletta sulle mani, quello tondo che fa impazzire tutti i parenti. Bellissimo e buonissimo. A un certo punto gli è “partita la ciavatta“, come dicono dalle mie parti, ed è diventato incontenibile. “No” a raffica, “sordità 2.0” (come mi ha scritto in un commento Lorenzo, papà blogger di  “Un papà in ascolto“), incoscienza e mancanza di paura hanno preso il sopravvento nella nostra quotidianità.

Meglio una coltellata in petto o una schioppettata sui maroni a bruciapelo. Sta di fatto che il periodo che è andato dai suoi 24 mesi ai 36 abbiamo patito davvero tanto questa fase. Ricordo, in particolare, un matrimonio dove eravamo arrivati in ritardo: anche i muri sapevano del nostro arrivo perché è echeggiato nella chiesa un secco e deciso “no!”, appena entrati, che ha fatto girare tutti. Io ormai ho gli anticorpi alle figure di EMME, ma Annurchetta no. La cosa spaventosa era correre continuamente da un estremità all’altra delle navate, prenderlo al volo dalle scale durante il ricevimento a  farlo scendere dai posti più impensati, dove nemmeno l’edera si sarebbe arrampicata. Un disastro. 

Io ero diventato muto, ad Annurchetta gli occhi avevano cominciato a sciogliersi sinistramente verso il basso, come gli orologi di Salvador Dalì. 

Ci siamo guardati in faccia e ci siamo compatiti a vicenda. La storia è andata avanti per bel po’. Io mi domandavo: “ma se non ce la faccio a stargli dietro io, che sono il papà, come caspita fanno i nonni?”.

La fase acuta è terminata, Paraventolo è rientrato nei ranghi, diciamo così, e Sereno Poco Variabile si è aggiunto alla famiglia appena riassestata dal terremoto.

Veniamo al presente. Sereno Poco Variabile è un fanatico imitatore del fratellone e questo già ci allarma, perché fa tutto quello che fa un bimbo di 5 anni. Ora che è entrato a far parte di questo club molto prestigioso, non lo ferma più nessuno. Ci siamo già passati con il primo, ma questa volta non ci sono paragoni: Paraventolo è un agnellino in confronto. 

Adesso siamo nella fase che se chiede o vuole fare qualcosa ha 1 secondo di autonomia, poi comincia a strillare con la vocetta stridula, si butta per terra, piange (lui piange…e io?) si dimena come un tarantolato. Con molta difficoltà riusciamo a calmarlo ma soprattutto: non ti ascolta! C’è qualcosa di pericoloso? Lui è calamitato verso l’infinito e oltre. Hai studiato le 100 mosse che potrebbe fare per farsi male vicino allo spigolo del muro? Lui ne ha pronte altre 500 a cui tu non hai minimamente pensato.

Vogliamo parlare del mangiare? È tutto “ble”. Vogliamo parlare di qualsiasi cosa non gli piace fare? È tutto “ble” pure qua. Insomma, questo piccolo tarchiatello che sembra un muratore con la mutanda ascellare ci sta dando del filo da torcere (senza offesa per la categoria dei muratori).

La morale della favola è semplice: bisogna avere pazienza. Sappiate che arriverà un momento in cui tutto questo (di solito) cesserà e voi non ve ne accorgerete nemmeno.

Se posso darvi un consiglio: cercate sempre di sdrammatizzare, di farlo ridere o di spiegare quello che state per fare. Molte volte funziona e basta poco.

La fase dei terribili due non deve assolutamente buttarvi giù: io ho patito tanto (pure Annurchetta). Eppure tutto si supera, è solo questione di tempo. Non disperate, gli occhi mosci come il quadro di Dalì torneranno ad essere quelli di sempre, parola di Strapapàordinario!

P.S.: sulla pagina Facebook di Strapapàordinario ho linkato un articolo molto interessante che si trova sul blog di Valentina Piccini, in arte “mammeaspillo”. Se vi interessa potete dargli un’occhiata anche da qui, sempre sui terribili due.

P.P.S: anche questo articolo di Genitoricrescono.com può tornare utile.

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2 comments

Lorenzo 13 Ottobre, 2018 - 9:37 pm

Ciao Simone, vedo che la app si è installata per bene (grazie per aver citato il mio blog). Comunque soni anche io nel pieno dei terribili due anni con l’ultima. E nonostante ci sia già passato due volte, questa terza è notevole. Sarà che sono invecchiato, ma questi duenni sono sempre più avanti. Ottimo il consiglio di farli ridere, funziona! Sul è una fase che passa hai ragione, ma quelle successive non sono tanto meglio…. Giusto per la cronaca la mia è in pieno faccio io….
Un saluto
Lorenzo

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SimoneDF 16 Ottobre, 2018 - 9:29 am

Ciao Lorenzo!
Già, la app si è autoinstallata con successo. Sono d’accordo con te su tutto e soprattutto sul fatto che questi duenni sembrano già avanti anni luce rispetto agli adolescenti di una volta (me). Purtroppo sono cosciente che a figli piccoli corrispondo guai piccoli, a figli grandi guai grandi…spero di seminare bene e contenere la piena di quello che succederà. Ciao e grazie per il commento. P.S.: resisti!

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