Essere papà: dov’è il libretto delle istruzioni?

by Simone
pupazzo a braccia aperte che guarda un ciuccio

“France’, dove vai? Hai sentito papà? Ti ho detto di non mettere le mani sul divano che si sporca. Hai appena finito di mangiare…”.
“Va bene papà”.
“France’, ma sei andato in bagno a lavarti le mani?”.
“Si!”.
”… Col sapone? Guarda che io ho i superpoteri per capire se non lo hai fatto…”.
“No, sezza sapone”.
“Vattele subito a lava…. no no NOOOOO! Non con le mani sul divanoooooo!”.


Quante volte vi siete trovati in situazioni del genere? E quante volte avreste desiderato il libretto delle istruzioni per gestire i figli? Tante? Benvenuti nel club!

A partire da quando avevo poco meno di 30 anni avevo già sviluppato l’istinto paterno, non nel senso riproduttivo della parola .Il problema fondamentale era, all’epoca, che non sapevo nemmeno da che parte fosse girato un bimbo. L’idea di come si fanno l’avevo ben chiara (te piace parla’ de ‘ste zozzerie, eh? Porcello!), ma da lì ai milioni di passi successivi… zero assoluto!


Ora eccomi qua, padre di due splendidi bimbi, “Paraventolo” e “Sereno Poco Variabile”. Chi lo avrebbe mai detto? La famiglia si è allargata in men che non si dica e la gestione a due è diventata la gestione a quattro.


La spensieratezza ha lasciato spazio alle preoccupazioni, alle responsabilità e alla paura di non farcela (e allora che li famo a fa sti benedetti ragazzini, se te stai a fa’ un sacco de pippe mentali?).


Alzi la mano chi lo pensa continuamente (no, Simo’! abbassa tutte e due le braccia o, almeno, alzane una sola!) … tana per me!


È naturale avere paura di non essere all’altezza, chi diventa genitore entra in un campo minato, sconosciuto, tutto da scoprire.


C’è chi legge in proposito per cercare di cadere in piedi ed essere pronto, c’è chi va nel panico leggendo su internet qua è là informazioni che agitano, piuttosto che calmare. Io appartenevo alla seconda categoria e dopo ansie su ansie ho capito che era meglio non leggere affatto…


Alla fine, sono arrivato all’unica conclusione possibile: non esiste un libretto delle istruzioni per essere pronti ad ogni circostanza. Volenti o nolenti, il libretto si costruisce strada facendo, insieme ai propri figli, con l’esperienza.


Quante volte avrei voluto la bacchetta magica per arrivare alla fine di qualche situazione spiacevole, come quando Paraventolo è caduto dalle scale, quando aveva poco più di un anno. Quante altre l’avrei voluta per capire come fare a stare calmo e fargli fare determinate cose.


È la vita: sorprendente. Il bello è questo, no?


Sono ancora alle prime armi, ho tanto da imparare (soprattutto dai miei figli). La voglia c’è. La pazienza pure (se vede dalla chierica che me ritrovo).


Prendete due genitori, aggiungete n figli, mescolateli insieme con esperienza, condivisione, dialogo e partecipazione. Un pizzico di autorevolezza, quanto basta. Condite con tanto amore e rispetto reciproco. Riscaldate in casa per almeno 18 anni il preparato. Lasciate raffreddare il mix quando si surriscalda e fatelo riposare a piacimento. Ecco, questa ricetta è la pagina più importante nel mio personale libretto delle istruzioni!


E a voi come procede la preparazione del libretto? Sarei curioso di leggere le vostre esperienze.

 

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6 comments

Fabio Ottobre 19, 2017 - 3:07 pm

Alla fine, si vede che….sviluppi “manuali tecnici” 🙂 !!

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Simone Ottobre 19, 2017 - 3:17 pm

😀

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Cla Ottobre 19, 2017 - 11:14 pm

Simo..letto tutto il post dalla a alla z…e non è da me😝! Bravo sono fiera di esserci! Grazie di avermi scelto…e comunque…non potevi avere figli più grandi? Io avrei taaaanto bisogno di consigli 😂🙈😩😁🤗🤗🤗

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Simone Ottobre 20, 2017 - 9:55 am

Ciao Clarissa! Grazie a te per avermi dato la possibilità di rendere il mio blog davvero bello con il tuo bellissimo logo. Mi sa che in questo caso sarò io a chiederti consigli….;)

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Fabrizio Ottobre 23, 2017 - 7:11 pm

Il libretto è in divenire costante. Vero che non bisogna affidarsi troppo a quello che dicono libri, siti, nonni, parenti. Ma a volte anche sì! La soluzione è comunque sempre dentro di noi.

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Simone Ottobre 23, 2017 - 9:42 pm

Sono d’accordo con te! I libri possono essere un supporto, ma spetta sempre a noi l’ultima parola!

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