Quando la coppia scoppia

by Simone
coppia di sposi in un palloncino che scoppia

Sono sposato da 6 anni e mezzo. Non ho mai messo in dubbio , nemmeno per un secondo, e dico mai, il rapporto con Annurchetta.

Eppure a volte mi domando:”…e se tutto questo un giorno finisse?”

Siamo circondati quotidianamente da fatti di cronaca in cui ex coniugi compiono azioni impensabili, fino all’omicidio.

Mi capita spesso di parlare con persone divorziate: alcune vivono serene, altre vogliono mostrare quell’apparenza di normalità non ancora raggiunta. 

Ragiono sul fatto che anche loro, prima di compiere azioni che cambieranno la loro vita per sempre, ci avranno pensato e ripensato, spero. Almeno  così voglio credere. Mi viene un groppo in gola, mi sento un asciugamano in bocca. Bevo. Sto meglio. Ricomincio a pensare.

Perché? Perché due persone che decidono di sposarsi o di andare a convivere, di mettere al mondo dei figli, a un certo punto si allontanano?  Se è successo a loro, perché non dovrebbe succedere a me? 

Vacilla la mia sicurezza, penso che nessuno è perfetto e  che a volte succedono cose più grandi di noi, a cui tu non puoi porre rimedio. Si, ma perché? Non lo so. So solo che il mondo va così: oggi è bianco e domani è nero.

Ognuno avrà le sue buone ragioni per arrivare a dividere i binari della vita che fino ad allora viaggiavano paralleli e nella stessa direzione.

Mi è capitato, per caso e più di una volta, di sentire parlare ragazzi giovani sul tema del vivere insieme. Sembra quasi una moda. Si dice, a volte, senza pesare alle conseguenze del cambiamento. 

Ecco, percepisco nell’aria un po’ di superficialità. 

(Ah Simo’! Vedi de non fa’ lo spocchioso o il saputello, che non sei un stinco di santo! E poi chi sei tu per sputare sentenze?)

Ricordo come se fosse ieri quando a mia mamma ripetevo che non mi sarei mai sposato se non avessi trovato la donna dei miei sogni…e così è stato.

Ho davvero tanta paura che questa mia vita di coppia possa finire da un giorno all’altro.  L’ho sempre avuta e ce l’ho ancora dentro di me. Come posso fare per combattere questo timore di perderla, di perdermi, di rovinare tutte le cose belle che mi sono costruito con tanto sacrificio?

Non ce l’ho una soluzione. Non esiste antidoto. So che tutto quello che mi sono costruito l’ho fatto con il continuo dialogo con Annurchetta, giorno dopo giorno. Urla, battibecchi ma fare pace sempre prima di andare a dormire.

Ogni giorno ci diciamo tutto, con sincerità. Lei conosce le mie più grandi paure, io le sue. Lei capisce al volo quando dico una stupidaggine o una mezza verità, io pure. Lei mi rasserena sempre (o quasi) e mi stimola, mi incita e mi lascia i miei spazi (non ne approfitto troppo però), io pure.

Mattoncino dopo mattoncino, dialogo dopo  dialogo, abbiamo costruito un muro, poi un altro, poi un altro ancora, infine una casa. Quel dialogo  unito alla sincerità ci ha portato alla stima e al rispetto reciproco, a remare insieme nelle decisioni importanti e non. 

In effetti sembra stupido ma è proprio dalle piccole decisioni, quelle che sembrano le più stupide, che siamo partiti. Tutto è avvenuto con naturalezza.

Se si vive nella stessa casa, si sono fatti progetti insieme, si arriva ad avere dei figli, a scegliere il tipo di educazione che si vuole dar loro, cosa è cambiato?  

Penso a me, ad Annurchetta, ai nostri dialoghi, a quando lei era già a Torino e io ancora a Roma. Penso a quando siamo stati al telefono fino alle 4 del mattino il giorno che ho ricevuto una proposta di lavoro per raggiungerla.

Alla fine della telefonata, interminabile, non avevo più dubbi, perché avevamo parlato a lungo. Di tutto.

Allora ho capito che tra due persone il dialogo è la base del rapporto, il fuoco che ha alimentato i progetti comuni di ieri e alimenta quelli futuri.

Se nel tempo viene a mancare, cominciano ad comparire le crepe sui muri, si ampliano fino a diventare dei varchi. La casa non diventa più un rifugio accogliente, ma una grotta fredda e poco confortevole.

Le parole rimbalzano su un’armatura di gomma, piovono azioni istintive e il buio irrazionale dentro di noi si gonfia e diventa la nostra parte preponderante. Si supera il punto di non ritorno e la coppia scoppia. Game Over.

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12 comments

Giulia 26 Ottobre, 2017 - 3:41 pm

Io mi chiedo invece perchè una volta le coppie funzionavano, perchè erano felici e perchè era davvero un per sempre. Parli con i nonni e li vedi che si amano, o meglio che provano affetto e felicità nell’essere ancora insieme, e pensare che si sposavano senza conoscere le abitudini reciproche, andavano a vivere insieme il giorno del matrimonio, non prima. Come fanno ad amarsi ancora oggi? Perchè coppie giovani dopo anni di convivenza scoppiano? E’ la volontà di far funzionare le cose che è cambiata, è che prima uno lo prendeva come impegno, come sfida personale e come obbiettivo…far funzionare la coppia. Ora alla prima salita, non va e si getta la spugna… Ho tanta paura anche io.

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Simone 26 Ottobre, 2017 - 5:55 pm

Ciao Giulia, la verità sta nel mezzo, secondo me. Mi spiego meglio: è vero come dici tu, che un tempo era un per sempre, in percentuale molto maggiore di oggi. Oggi è troppo facile tutto e anche il discorso di andare a convivere è bello sì, ma non gli si dà la giusta importanza (non voglio nemmeno generalizzare troppo, però). Sono sicuro che anche ai tempi dei nonni c’erano questi problemi, sicuramente molto meno pubblicizzati perché a quei tempi la tecnologia non ti permetteva di conoscere il mondo da casa. Devi considerare il fatto che prima, forse, si viveva anche da separati in casa per non far sapere in giro che una donna o un uomo avevano divorziato. La vergogna e l’etichetta di divorziato era vista quasi come la peste (almeno per mia esperienza, visto che mia nonna ha vissuto, a parte questi ultimi anni, in un paesino di 200 anime d’estate e 20 d’inverno). Tornando al punto, molte volte manca la volontà forse perché la scelta è stata “sbagliata” fin dall’inizio, molte volte semplicemente ci si rende conto che gli obiettivi personali divergono e non convergono più. Io ho sempre paura, perché domani purtroppo le cose potrebbero cambiare anche senza far niente. Però (c’è sempre un però 😉 ) ce la metto tutta per mantenere vivo il rapporto di coppia. Cerco di non dare mai per scontato le cose. Questo è un buon allenamento, insieme al dialogo, per tenere unita la coppia. La paura ci sarà sempre, quindi affrontiamo nel migliori dei modi quello che la vita ci offre. In fondo, se si pone davanti a noi una situazione, ci sono due strade: la eviti o provi ad affrontarla. Quest’ultima aiuta a crescere e unire due persone, anche se fa molto molto più male. Un saluto.

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Cla 29 Ottobre, 2017 - 1:55 am

Eh Simo…se si avessero le risposte per non sbagliare dopo, tutto sarebbe più facile..purtroppo non sempre le persone sono aperte al dialogo, altri invece fanno finta di ascoltare…o semplicemente le cose vanno così e basta! Un abbraccio

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Simone 30 Ottobre, 2017 - 9:38 am

Cla, purtroppo non ti posso dare torto. Per mia esperienza personale il dialogo è fondamentale e so che quello è, per me, il mezzo migliore per la vita della coppia. Quello che sto imparando in questo particolare momento della mia vita è quello di “essere liquido”…difficile da spiegare. L’importante è sapere che hai fatto di tutto e che ne esci a testa alta. Un saluto!

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Vale 29 Ottobre, 2017 - 8:06 pm

Forse il problema dei nostri giorni è l’egocentrismo, si sottovaluta il valore del matrimonio e ci sentiamo autorizzati (come società) ad essere più superficiali.
Prendere un impegno e fare di tutto per mantenerlo magari dovendo mettere da parte le proprie ambizioni per il bene della coppia o della famiglia non più cosa per tutti.
La mia speranza è sempre che chi decide oggi di sposarsi, o di costruire una famiglia lo faccia con consapevolezza e facendo l’impossibile per il proprio “e vissero felici e contenti”.

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Simone 30 Ottobre, 2017 - 9:43 am

Hai fatto centro Vale! Si, sono d’accordo con quello che dici. Ci si potrebbe parlare per ore sull’argomento trovando spunti sempre interessanti. Stiamo ricevendo dalla società un’educazione globalizzata, veloce, che vuole stare dietro a troppe cose e per farlo l’unico modo è essere superficiali, anche in quegli aspetti in cui si dovrebbe approfondire. Così stiamo perdendo di vista i veri valori, quelli che ci danno un’indentità…

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Oi s 30 Ottobre, 2017 - 12:13 am

Ma voi siete unici e speciali……voi siete per sempre….Anto

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Simone 30 Ottobre, 2017 - 9:45 am

Me lo auguro….e lavorerò su questo ogni giorno per realizzarlo. Ste (Annurchetta) lo merita (oltre al fatto che lo voglio).

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ViviBKR 30 Ottobre, 2017 - 9:15 pm

Io ho conosciuto per prima la tua metà, all’epoca era in attesa di Paraventolo (a cui ho spiegato giusto qualche giorno fa che anche se gioco e voglio tanto bene a Sereno Poco Variabile lui è, e resterà sempre il mio primo amore). Tu sei arrivato dopo un po’ di tempo e ci ho messo un po’ a prendere confidenza. Ho imparato poco alla volta a conoscervi e passando del tempo parcheggiata da voi o alle cene vi ho sempre osservati. Mi sentivo sempre titubante nel venire a trovarvi, avevo paura di rompere, di disturbare. Ora mi sento a casa con voi e per me siete parte della Famiglia. Ma questo è perché passate la serenità che avete anche agli altri. Siete speciali, come lo sono i vostri piccoli. Avete un modo bello e genuino di vivere e comunicare. Guardarvi mi fa credere che l’amore (quello vero) esista. Ed io sono certa che se una cosa è vera non finisce. ❤️

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Simone 31 Ottobre, 2017 - 9:54 am

❤️ Grazie ViviBKR, sono davvero onorato e contento delle bellissime parole e di sentire che sei ti senti a casa quando ci vieni a trovare (deve essere così). Come genitori e come famiglia ce la mettiamo tutta per mantenere la serenità dentro casa e di trasmetterla intorno a noi, nei limiti del possibile. Siamo circondati da momenti, azioni, persone sempre più frenetiche. Mi sembra di vedere intorno a me tutti bianconigli di Alice nel paese delle meraviglie. Sono felice di essere circondato da belle persone come voi tutte.

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vincenza 13 Dicembre, 2017 - 8:54 am

E quando una persona ce la mette tutta per ricucire con un’altra persona, ma poi l’altra non ci mette né la stessa intensità e neppure la stessa coppia, è una guerra contro mulini a vento. La coppia, purtroppo e per fortuna, è fatta di due persone: posso avere il controllo delle mie azioni e reazioni, pure dei miei sentimenti, ma non dei sentimenti di un’altra persona, che appunto appartengono ad essa. Quando qualcosa di irraggiungibile è al di fuori di te e tu non puoi nulla, comincia il fallimento progettuale di una coppia.

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SimoneDF 13 Dicembre, 2017 - 2:01 pm

Quanto, purtroppo, hai ragione! Bisogna essere in due, in qualsiasi cosa si faccia, ad alimentare la coppia. Quando questo non accade è facile fare errori e arrivare a un punto tale da non ricurire più il rapporto. Se hai fatto di tutto, non hai rimpianti però. Alla fine penso che se va così non è la persona giusta per me. Almeno a me è accaduto così nelle mie esperienze precedenti: una volta finita una storia importante ne sono uscito con la consapevolezza di quello che non volevo nella persona che sarebbe arrivata. Poi, una volta messa l’anima in pace, arriva. 😉

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